Brasile, mercato delle materie plastiche per l’industria dell’automotive

2023-02-28 13:58:25 By : Mr. Jack Chiang

I continui su e giù dell’economia del Brasile hanno forti ripercussioni sull’industria dell’auto nazionale che tuttavia continua a rappresentare il 4% del PIL. Tutti i grandi costruttori sono presenti con forti investimenti in siti produttivi. In futuro è prevista una crescita con stime prudenzialmente conservative.

Il consumo di materie plastiche per il settore automotive in Brasile nel 2021 è stato di 585 mila tonnellate, con un andamento altalenante negli anni, ma in contrazione dopo un picco di massimo nel 2013, in linea con la contrazione dell’industria automobilistica locale.

Numerose sono le tipologie di polimeri usati, a partire dalle termoplastiche di base:

Anche in Brasile nella produzione di componentistica avanzata vengono già ampiamente usati sia tecnopolimeri che polimeri speciali:

Tra gli “altri polimeri” prevalgono i poliesteri insaturi, che vengono utilizzati per parti di carrozzeria di auto in poliesteri rinforzati, parti di autobus e furgoni, laddove sia richiesta una particolare resistenza.

La parte più consistente dei consumi di polimeri in Brasile e per il segmento OEM – original equipment manufacturers.

L’industria automobilistica in Brasile rappresenta circa il 4% del PIL del paese e il 23% della produzione industriale. L’esportazione di autoveicoli rappresenta una quota del 25 – 30% della produzione nazionale: le esportazioni di auto valgono circa 17 miliardi di dollari, e sono all’incirca uguali alle importazioni. Buona parte delle esportazioni sono dirette verso gli altri paesi dell’America Latina (Colombia, Argentina, Perù, Messico, Uruguay). La produzione è variegata per tipologia di autoveicoli prodotti: auto passeggeri, veicoli commerciali leggeri, camion e autocarri pesanti, autobus, macchine agricole.

Operano sul mercato brasiliano circa 25 case produttrici di autoveicoli, comprese diverse multinazionali estere europee ed americane; da qualche anno anche le aziende giapponesi hanno iniziato a svolgere attività di Ricerca & Sviluppo in Brasile: ad esempio, nel 2014, Nissan ha fondato il “Nissan Design America Rio” a Rio de Janeiro, che ricerca stili e materiali per automobili dedicate al mercato interno. Inoltre, Toyota ha scelto Sao Bernardo do Campo (stato di Sao Paulo), per il suo primo centro di ricerca applicata in America Latina, concepito per integrare le attività di Ricerca & Sviluppo di nuovi prodotti e fornitori.

Le unità industriali produttive di auto in Brasile sono circa una sessantina e i siti produttivi circa una decina.

I principali centri di produzione di automobili sono a Sao Paulo, Belo Horizonte, Sao Bernardo do Campo, Camacari, Taubatè, Betim, Pinhais, Porto Alegre, Rio de Janeiro, Salvador.

L’industria automobilistica brasiliana va vista nel contesto economico generale del paese, che continua ad essere caratterizzato da fattori interni che causano un rallentamento della domanda, e, soprattutto, degli investimenti da parte delle imprese. Il principale elemento di preoccupazione congiunturale sul fronte macroeconomico è l’aumento del tasso di inflazione. Il tasso di crescita dei prezzi al consumo supera il 10%, contro un target che era stato prefissato al 3,75%. Avendo superato l’obiettivo di politica monetaria, tale forte aumento del tasso di inflazione ha spinto la Banca Centrale Brasiliana (BCB) ad aumentare progressivamente il tasso di interesse ufficiale.

L’incremento del tasso di inflazione, a sua volta, è dovuto a diversi fattori: aumento dei prezzi dei beni industriali, dovuto a maggiori costi di produzione, carenza di offerta a fronte di una maggior domanda di beni, legata anche al calo della domanda di servizi. Continuano le pressioni sui prezzi di generi alimentari, carburanti, energia elettrica, in concomitanza con un deprezzamento del tasso di cambio e gli aumentati prezzi delle materie prime.

Nel settembre 2021 la BCB ha aumentato il tasso ufficiale (Selic: Sistema Especial de Liquidacao e Custodia) di un punto percentuale, portandolo al 6,25%, preannunciando a breve un ulteriore aumento di due punti percentuali. Tale manovra, stando a quanto sostiene l’Autorità Monetaria Locale, dovrebbe servire a mantenere l’inflazione entro i limiti obiettivo del 2022. Però la conseguenza è un aumento del tasso di interesse reale, che, a sua volta, non può che provocare un ulteriore calo degli investimenti. Nell’arco dell’ultimo anno, gli investimenti diretti esteri (IDE) sono già stati di molto inferiori rispetto agli anni precedenti, e le previsioni, allo stato attuale, non sono certo di un prossimo aumento.

Già nel 2020 gli afflussi totali IDE in Brasile erano stati inferiori rispetto al 2019 di circa un 35 – 36%, anche se, nel cotesto globale dell’America Latina, il Brasile resta sempre il primo destinatario di investimenti esteri diretti; ma va anche considerato che il Brasile è il paese più grande del continente latino – americano, oltre che il più popoloso.

Tra luglio e settembre 2021 il PIL brasiliano è calato dello 0,1%, dopo il calo dello 0,4%del secondo trimestre, e il + 1,2% del primo trimestre. La crescita si profila difficile, non solo per la politica monetaria restrittiva, ma anche in relazione ad una politica fiscale meno espansiva. Il saldo totale del bilancio pubblico era quasi arrivato a – 14% nel 2020, con una riduzione poi del calo nel 2021.

In caso di aumento dei tassi ufficiali nei paesi ad economia avanzata, anche il Brasile sarebbe costretto ad aumentare il suo tasso ufficiale, con un costo in termini di minor crescita e un peggioramento delle condizioni di finanziamento del debito pubblico; inoltre persiste il pericolo di un’ulteriore uscita di capitali con conseguente deprezzamento della valuta brasiliana, ed un ulteriore aumento dell’inflazione.

Si può pertanto ipotizzare una crescita prudenziale dei consumi di materie plastiche per il settore automotive in Brasile, nel suo complesso (OEM, aftermarket, esportazioni) del 2,7% medio annuo nei prossimi anni, per arrivare ad attestarsi a 650 mila tonnellate nel 2025.

Tali previsioni, è bene sottolinearlo, vanno considerate nel contesto economico mondiale, che resta altamente incerto per motivi ben noti; l’Europa è in fase recessiva, e anche l’economia del gigante Cina al momento è in difficoltà.

I polimeri a maggior tasso di crescita saranno alcuni tecnopolimeri e il poliuretano.

Tra i settori di utilizzo della plastica, l’aftermarket sarà quello a maggior tasso di crescita.

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